AMEMASU

Amemasu

AMEMASU 雨 鱒

Uno yokai dalle fattezze di pesce mostruoso che infesta le acque e affonda piccole barche. 

Gli Amemasu trascorrono la maggior parte della loro vita in acqua, lontano dagli umani. Si trovano principalmente nei fiumi e nei torrenti, ma esistono anche varietà che vivono nel mare. Sono più comuni a Hokkaido, nelle parti settentrionali di Honshu e lungo il Mar del Giappone, tuttavia le leggende di Amemasu si trovano occasionalmente anche nelle parti meridionali del Giappone.

Quando vuole l’Amemasu può trasformarsi in forma umana e camminare sulla terraferma. Di solito assume la forma di una donna giovane e attraente per sedurre i giovani uomini. Gli amemasu cambiati di forma possono essere identificati dalla loro pelle, che sembra fredda e umida come quella di un pesce. Nel folclore Ainu, si crede che l’immersione improvvisa e violenta dell’Amemasu gigante sia causa di terremoti e maremoti, proprio come si pensa che i pesci gatti giganti causino i terremoti nel resto del Giappone.

Amemasu (雨アメ鱒マス )
Ō-amemasu (大 ア メ マ ス) 

Ha la forma di una gigantesca creatura marina, simile ad una balena, un pesce o una carpa noi.

Può raggiungere dimensioni colossali, a volte attraversando un intero lago dalla testa alla coda.

Sono stati avvistati principalmente in Hokkaido, nelle parti settentrionali di Honshu e lungo il Mar del Giappone. Si trovano occasionalmente anche nelle parti meridionali del Giappone.

Si nutrono di tutto ciò che possono mangiare: dal plancton agli insetti, ai pesci e qualsiasi altra forma di vita acquatica che riescono a mettere in bocca.

Affondano le navi che ci sono nelle vicinanze, divorando tutti i marinai presenti che si trovavano sulla nave.

LEGGENDA E CURIOSITÀ

Nelle storie del Giappone l’Amemasu è presente specialmente per ricordare la propensione del territorio verso terremoti ed inondazioni. Gli abitanti dello Hokkaido credevano che un gigantesco amemasu reggesse la Terra e a volte lo yokai, quando è molto stanco, causa terremoti e ogni sorta di distruzione.

Una leggenda narra di un enorme Amemasu, con la testa simile ad una roccia e la coda così lunga da arrivare fino al fiume Kushiro, che vive in un’isola nel lago Kussharo in Hokkaido. Un eroe Ainu, Otashitonkuru, prese un arpione, con l’intenzione di usarlo per accecare l’Amemasu. Però il pesce rispose all’attacco e Otashitonkuru, cercando di mantenere la presa con l’arpione, si aggrappò ad una roccia e l’Amemasu, si dimenò con tale forza che la roccia si staccò e andò a finire in mezzo al lago.

In un’altra storia, lo yokai ingoiò intero un cervo che si era fermato al lago per bere, e le sue corna squarciarono lo stomaco dell’Amemasu, uccidendolo. L’enorme cadavere ostruì il lago, rischiando un allagamento. Allora una divinità prese la forma di un uccello e avvisò gli abitanti dei villaggi vicini al lago. Quelli a monte si rifugiarono in una zona più elevata, ma gli abitanti dei villaggi a valle, non credendo all’uccello, trovarono il cadavere di Amemasu e lo tirarono fuori dal lago, provocando un allagamento così potente da spazzare via tutto ciò che trovò nel suo corso. Quell’area è tuttora conosciuta con il nome di pianura Konsengen’ya.