OGAMA

ŌGAMA 大蝦蟇

Quando un rospo giapponese raggiunge i mille anni di età, si trasforma in uno yokai enorme chiamato Ōgama.

Gli Ōgama sono degli yokai dall’aspetto di rospi giganti e raramente entrano in contatto con gli esseri umani a causa del loro habitat remoto. Quando riposano sono abbastanza grandi da poter essere scambiati per un grosso masso o addirittura una collina, e una persona potrebbe accidentalmente sedersi su di essi.

Di solito sono yokai che non recano danni agli esseri umani ma possono comunque commettere piccole azioni malvagie se provocati. Possono infatti brandire lance e inseguire gli umani oltre a colpirli con la loro lunga lingua. Alcune leggende narrano di Ōgama particolarmente pericolosi quando raggiungono grandi dimensioni perchè iniziano a vedere gli esseri umani come cibo.

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Ōgama (大蝦蟇 – おおがま)
Bakegama (化け蟇)

Gli Ōgama sono enormi rospi con lunghe lingue appiccicose e un respiro color arcobaleno. A volte portano lance che usano per assalire gli umani. Hanno la capacità di cambiare forma e travestirsi da umani.

Possono diventare incredibilmente grandi e diventare più pericolosi quanto più diventano grandi.

Vivono nelle profondità delle montagne, solitamente lungo i fiumi. 

Cacciano insetti, uccelli e serpenti soffiando su di loro il loro alito color arcobaleno e poi afferrandoli con le loro lingue potenti ed elastiche.

Si comportano per la maggior parte come quando erano normali rospi ma se raggiungono dimensioni elevate possono essere pericolosi perchè attaccano l’uomo.

LEGGENDA E CURIOSITÀ

Gli Ōgama compaiono in numerose raccolte di racconti del periodo Edo, tra cui Ehon hyakumonogatari e Hokuetsu kidan, ma le superstizioni sui rospi risalgono a molto più tempo fa. I rospi che vivevano nelle profondità delle montagne tendevano a diventare più grandi di quelli che vivevano più vicini agli umani. Ciò potrebbe aver dato origine all’idea che le montagne più profonde e remote potrebbero ospitare rospi davvero giganteschi.

Una leggenda narra che molto tempo fa Nella prefettura di Niigata, un uomo si addentrò nelle montagne per pescare in uno stagno. Si sedette su un masso vicino al bordo dell’acqua e gettò la lenza in acqua. Un pescatore dall’altra parte dello stagno lo notò e impallidì. Quest’ultimo se ne andò il più velocemente possibile facendo cenno all’altro pescatore di fare lo stesso. Scapparono entrambi nel bosco e quando si trovarono il primo pescatore chiese all’altro cos’era successo di così terribile e la risposta fu: “Non te ne sei accorto? Il masso su cui eri seduto all’improvviso ha aperto un enorme occhio rosso come il fuoco, e poi ha sbadigliato!” Quando i due tornarono allo stagno il masso su cui il primo pescatore si era seduto era scomparso senza alcuna traccia. In realtà, era seduto su un ōgama.