KODAMA

KODAMA 木魂

Il Kodama è uno spirito portafortuna della tradizione giapponese che abita negli alberi, proteggendoli e divenendo la sua anima.

Inizialmente i Kodama appartenevano alla famiglia dei kami (divinità della natura), con la capacità di spostarsi da un albero all’altro. Avevano l’indole di imitare voci umane nelle foreste, creando echi (infatti, questo è uno dei significati attribuiti alla parola Kodama, 谺). Intorno al periodo Edo (dal 1603 al 1868) persero il loro rango di dei della foresta e sono stati inclusi tra gli yokai. Spesso sono stati umanizzati a tal punto che ci sono storie in cui prendono forma umana per sposare la loro amata.

Si narra che tagliare un albero in cui vive uno di essi sia un atto capace di portare sventura su chi compie questo gesto. Ancora oggi si possono incontrare alberi molto vecchi su cui è stato posto uno shimenawa (標縄 – corda sacra) posto a protezione dell’albero e del Kodama stesso. L’amore per la natura è così forte e radicato in chi ancora oggi crede a questi yokai, che non è raro che la custodia di un albero si tramandi all’interno di una stessa famiglia.

Kodama 
(古多万 – kanji più antichi “vecchio/molti/diecimila”)
(木魂 – kanji moderno “anima dell’albero”)

Nelle antiche leggende sono invisibili e indistinguibili dagli alberi normali. Sono stati identificati anche come esseri umani in piedi vicino a un albero o piccoli omini bianco/verde con un’espressione insolita. Altre interpretazioni moderne mostrano i kodama come folletti.

A seconda della leggenda che li vede coinvolti possono avere la taglia di una persona adulta, una persona molto piccola o un piccolo omino (5-10 cm).

Vivono negli alberi e nelle piante nelle foreste giapponesi.

Non è dato sapere l’alimentazione dei kodama. Si può presupporre, vista la loro predisposizione a proteggere le piante e il bosco, che mangino bacche, erbe, funghi o quant’altro offra loro la foresta.

Custodiscono e proteggono l’albero e la pianta dove vivono ma a volte giocano brutti scherzi agli umani, creando un eco di voci umane che porta lo sventurato viaggiatore a perdersi nella foresta.

LEGGENDA E CURIOSITÀ

La prima menzione conosciuta riguardante i Kodama è contenuta nell’antico libro giapponese, il Kojiki (“Cronaca di antichi eventi”), che parla del dio albero Wakunochi-no-kami. Il testo più antico che usare il termine kodama deriva dal periodo Heian (794-1185). 
Il dizionario Wamyo Ruijusho, riporta 古多万 come parola “giapponese”kodama” indicando gli spiriti degli alberi. Un altro libro dello stesso periodo Genji Monogatari “La storia di Genji”) utilizza invece 木魂 per il termine kodama, descrivendolo come una sorta di goblin che vive dentro un albero.

Nella pittoresca Aogashima, nell’arcipelago delle Isole Izu, esistono dei piccolissimi santuari alla base di alcuni cedri maestosi, che prendono il nome di “kodama-sama”, a testimonianza della forte credenza delle popolazioni del luogo negli spiriti della foresta. Nel villaggio di Mitsune, sull’isolotto di Hachijo-jima si tiene un festival annuale dedicato ai kodama, durante il quale si chiede loro perdono per gli alberi tagliati.

kodama old picture